Asilo Nido integrato “Le Gemme”

Il Nido Integrato è un servizio innovativo istituito con la Legge Regionale del Veneto del 23.04.90 n°32, nasce dall’inserimento di un asilo nido in una scuola dell’infanzia già esistente, conservando al suo interno il proprio riconoscimento e la propria identità socio-educativa.

Il nido infatti è un sistema complesso, dinamico ed eterogeneo, come lo è il mondo evolutivo del bambino.
L’identità del servizio Nido è sostenuta e alimentata da una pedagogia della relazione osservata e descritta e dalla pedagogia del gioco capace di tracciare modelli educativi per piccolissimi e creare itinerari di apprendimento sociali, psico-affettivi, cognitivi specifici dell’età fino a tre anni.
Il nostro Nido Integrato è organizzato in una logica di continuità didattica reale e concreta con percorsi di integrazione con la scuola dell’Infanzia in cui educatrici ed insegnanti, nel rispetto delle loro autonomie, trovano un terreno comune di confronto, di crescita e di sperimentazione sia sul piano orizzontale (percorsi di sezione) sia su quello verticale (percorsi integrativi).

E’ quindi un sistema educativo aperto, permeabile in cui la continuità educativo-didattica, la sperimentazione, la flessibilità e il confronto tendono a perseguire con una energia rinnovata l’obiettivo principale del benessere psico-fisico-sociale del bambino e della sua famiglia.

Percorsi educativi specifici accompagnano quindi i bambini da casa al Nido e dal Nido alla Sc. dell’Infanzia con l’obiettivo di favorire il più possibile una continuità di esperienze significative sempre più complesse.


Il Nido integrato “Le Gemme” assolve una duplice funzione.
La prima “educativa” intesa a favorire il benessere psicofisico e sociale del bambino, la seconda “sociale” rivolta alla famiglia ed alla sua integrazione nella comunità. Inoltre, importante particolarità di questo servizio sono le attività di integrazione con i bambini e le insegnanti della Scuola dell’Infanzia. Esse favoriscono scambi di esperienze significative e sempre più complesse pur mantenendo una propria identità, sostenuta e alimentata da una pedagogia della relazione osservata e descritta e dalla pedagogia del gioco capace di tracciare modelli educativi per i piccolissimi e creare itinerari di apprendimento sociali, oggettivi, cognitivi specifici dell’età fino a tre anni.

Soggetto attivo della programmazione educativo-didattica è il bambino. Gli spazi, tempi e le attività del Nido sono pensate, organizzate e proposte secondo i suoi bisogni nel rispetto di una adeguata crescita psico-fisica, sociale e cognitiva.
Per valorizzare uno sviluppo globale del bambino, nel momento in cui si pensa alla programmazione, vengono prese in considerazione quattro “aree di sviluppo”: area linguistica, area espressivo/motoria, area logico/spaziale, area affettivo/relazionale.

Il rapporto con la famiglia al nido è di primaria importanza: assieme al bambino si inserisce, infatti, anche il suo nucleo familiare. Il bambino che arriva al nido, nella maggior parte dei casi, vive la prima grande esperienza fuori da casa e la sua famiglia è carica di aspettative, richieste ed emozioni.

La funzione del nido è quindi quella di accogliere, sostenere, rassicurare e consigliare. La comunicazione tra educatrici e genitori è fondamentale e si manifesta particolarmente durante il primo colloquio tra genitori ed educatrici di riferimento: l’obbiettivo è quello di conoscere la storia del bambino, il suo stile di vita, le sue abitudini e le aspettative del genitore; si cerca di instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca.

Il nido si configura, quindi, come luogo di scambio di opinioni con la famiglia oltre che come ambiente in cui il bambino acquisisce e sviluppa le sue competenze.

Il nido diventa co-protagonista nella crescita del bambino pur rispettando e non invadendo il ruolo dei genitori stessi. Le educatrici, infatti, sono consapevoli del fatto che lasciare un bambino piccolo, vissuto come un bene molto prezioso, alle cure di persone al di fuori della famiglia, è una scelta molto difficile. L’impegno del team è proprio quello di tessere relazioni che sappiano dare fiducia, disponibilità all’ascolto e allo scambio: così operando i genitori non si sentiranno sminuiti e giudicati nella loro funzione, bensì avvertiranno sostegno e valorizzazione. Il servizio asilo nido dà ai genitori l’opportunità di confrontarsi e di essere accompagnati nell’affrontare e superare delle possibili difficoltà; i genitori non si sentono quindi soli nelle loro scelte educative.

Oltre il primo colloquio iniziale di conoscenza reciproca ai genitori viene offerta la possibilità di partecipare:

  • assemblea di inizio anno scolastico, in cui oltre alla coordinatrice del nido e alle educatrici sarà presente il presidente/ direttore della scuola. Le informazioni che vengono date in questo incontro sono di natura organizzativa, burocratica;
  • visite pediatriche con la pediatra del servizio asilo nido;
  • comunicazione quotidiana della giornata del bambino al nido;
  • due incontri di sezione tra le educatrici e i genitori dei bambini, per confrontarsi sul percorso educativo-didattico proposto durante l’anno scolastico.
  • colloqui individuali per approfondire il percorso di crescita di ciascun bambino;
  • incontri serali con personale specializzato (psicologo, psicopedagogista, …) per affrontare temi in relazione al bambino e alla famiglia;
  • su richiesta incontri individuali con lo psicopedagogista del Nido;
  • feste di Natale e fine anno scolastico.

L’educatore nell’asilo nido è una figura professionale cui spetta il compito di garantire al bambino le giuste risorse per crescere in modo equilibrato e sereno, trovando risposte coerenti, appropriate ed efficaci ai suoi bisogni.

Nella fascia di età compresa tra zero e tre anni, il bambino è caratterizzato da una doppia tipologia di esigenze in quanto “ha un forte bisogno di accoglienza e di sicurezza a livello emotivo-affettivo, ma al tempo stesso è caratterizzato da una consistente spinta verso l’esplorazione e la conoscenza del mondo circostante” (Galardini). L’educatore deve quindi saper pensare proposte, creare progetti che stimolino la crescita cognitiva del bambino e, allo stesso tempo, adottare atteggiamenti rassicuranti, costruttivi, accoglienti per sostenere lo sviluppo sociale, relazionale ed affettivo, soddisfare bisogni, rispondere alle sue esigenze pur garantendo contenimento, limiti e regole.

Dalle Alle ATTIVITA’
7,35 9,00 Accoglienza. Tutti i bambini vengono accolti nella stessa sezione, con attività ludiche libere. Alcuni centri di interesse sono aperti
9,00 9,30 Piccola colazione e cambio
9,30  10,45 Attività guidate e saltuarie integrazioni con i bambini piccoli della scuola materna
10,45 11,00 Utilizzo del bagno per cambio ed igiene personale
11,00 11,45 Pranzo
11,45 12,15 Utilizzo del bagno – preparazione per il riposo pomeridiano
12,00 13,00 Uscita facoltativa
12,30 15,00 Riposo
15,00 16,00 Cambio e pulizia generale – merenda. Preparazione dell’uscita con giochi non strutturati
16,00 16,15 Uscita generale
16,15 18,15 Prolungamento dell’orario a richiesta dei genitori

Note:

Considerando l’orario d’ingresso uguale per tutti, l’utilizzo del servizio del nido può essere differenziato come segue:

  • Ingresso ore 7,35 – 9,00 – uscita ore 12,00 – 12,45
  • Ingresso ore 7,35 – 9,00 – uscita ore 16,00 – 16,15
  • Ingresso ore 7,35 – 9,00 – uscita ore 16,15 – 18,15

L’uscita generale è da considerarsi quella delle ore 16,00. Di norma la scuola consegna i bambini ai genitori, al momento dell’uscita. Nel caso che i bambini dovessero uscire con altre persone, nonni compresi, queste persone dovranno necessariamente essere presentate, prima, alle educatrici e il genitore deve rilasciare alla scuola una delega scritta. Durante l’orario che viene prolungato fino alle ore 18,15 l’uscita può avvenire in qualsiasi momento. La differenziazione di cui sopra comporterà anche una differenziazione del contributo richiesto alle famiglie.

Si sottolinea la necessità che l’orario venga rispettato per non interrompere le attività didattico/educative della scuola, e per tenere nella dovuta considerazione le regole della vita comunitaria.

  • Assenze. I bambini che rimangono assenti da scuola per più di 6 giorni consecutivi, compresi il sabato e la domenica, devono rientrare con il certificato medico.
  • Frequenza. La frequenza all’Asilo Nido non è obbligatoria, è comunque raccomandabile per una proficua continuità educativo/didattica.

  • Inserimento ed accoglienza in collaborazione con la famiglia
  • Continuità nido-infanzia in collaborazione con la scuola d’infanzia
  • Psicomotricità relazionale per la sezione dei bimbi grandi
  • Musica al Nido per la sezione dei bimbi grandi
  • Lettura per la sezione dei bimbi grandi
  • Lingua inglese per la sezione dei bimbi grandi


> angolo morbido
> angolo senso-motorio
> angolo dell’esperienza logico-spaziale
> angolo della manipolazione plastico-pittorica
> angolo della comunicazione
> palestra per l’attività psicomotoria e da alcuni centri di interesse mobili per stimolare il gioco di imitazione e lo sviluppo del gioco simbolico (la cucina, il falegname, la parrucchiera, il dottore etc.).

MODELLO ORGANIZZATIVO

Per organizzare gli spazi del Nido Integrato sono stati considerati i bisogni dei bambini in quanto il Nido non è altro che lo spazio vitale che deve essere vissuto dal bambino, uno spazio che deve poter essere trasformato e organizzato rispetto alle esigenze ed interessi del bambino stesso. Quando si parla di spazio si intende sia spazio fisico, sia psicologico, entrambi rivolti alla valorizzazione del mondo interno del bambino (le emozioni) e del suo mondo esterno, fatto di azioni che favoriscono l’acquisizione di nuove e più evolute competenze. In questo modo il Nido Integrato diventa non solo uno spazio sicuro, ma anche uno spazio di sviluppo.

Gli ambienti sono stati strutturati ponendo molta attenzione a:

  • luogo di entrata ed uscita (luogo di accoglienza)
  • luogo di rassicurazione (sezione)
  • luogo di attività (sezione, spazi specializzati)
  • luogo di socializzazione (spazi per attività di gruppo ed intergruppo).

Le sezioni del Nido sono strutturate in spazi fissi chiamati “angoli di interesse”, modultati sull’evoluzione dei bisogni del bambino:

  • angolo morbido; angolo senso-motorio; angolo dell’esperienza logico-spaziale; angolo della manipolazione plastico pittorica;
  • angolo della comunicazione; angolo della drammatizzazione.

I bambini vengono suddivisi in due gruppi di età (grandi e piccoli).
I piccoli a loro volta sono suddivisi in due sottogruppi secondo il livello reale di sviluppo e di interesse.